Leggo su Domani una notizia talmente incredibile che, prima ancora di commentarla, vorrei sapere da Gianni Alemanno se sia vera. Secondo il giornale, l’On.Vannacci starebbe passando ai “raggi X” il suo nuovo libro, Il cuore e la tempesta, per evitare “passaggi imbarazzanti o problematici”.
Se è così, coerentemente con l’impostazione politica e con i riferimenti storici ormai esplicitati dentro Futuro Nazionale, possiamo dire che è entrata in azione l’OVRA.
Naturalmente uso l’OVRA come provocazione politica. Ma la questione è serissima. Abbiamo visto a giugno l’assemblea costituente nella quale gli interventi dovevano essere preventivamente presentati e approvati. Abbiamo visto azzerarsi progressivamente lo spazio del confronto. Adesso apprendiamo che il controllo arriverebbe addirittura alle pagine di un libro autobiografico scritto da un uomo politico che ha una storia infinitamente più lunga del partito al quale ha aderito.
Ed è proprio questo che mi lascia esterrefatto. Gianni Alemanno non è l’ultimo arrivato della politica italiana. È stato ministro della Repubblica, sindaco di Roma, parlamentare, dirigente della destra italiana quando l’attuale censore era ancora completamente estraneo alla politica. Ha attraversato vittorie, sconfitte, responsabilità di governo e persino una durissima vicenda personale e giudiziaria. Può piacere o non piacere, ma possiede una storia politica autentica, una biografia e una statura proprie. E davvero oggi dovrebbe sottoporre il racconto della propria vita al visto politico dell’On. Vannacci?
Lo domando soprattutto a chi viene dalla storia politica di Alemanno, ai militanti e ai dirigenti che hanno condiviso con lui decenni di battaglie: è questa la destra che immaginavate? Una destra nella quale persino Gianni Alemanno avrebbe bisogno del correttore politico prima di mandare un libro in tipografia?
Qui non c’entrano più Sforzini o le polemiche personali, che non mi interessano. C’entra qualcosa di molto più grande. C’entra l’idea stessa di partito che si sta costruendo.
Per questo rivolgo ad Alemanno una domanda semplice, quasi personale: Gianni, ma davvero tu accetti una cosa del genere? Con la tua storia, con quello che hai rappresentato nella destra italiana, con tutto quello che hai attraversato, davvero hai bisogno che qualcuno stabilisca quali pagine della tua vita siano politicamente presentabili e quali no?
Aspetto sinceramente una smentita. Perché se Domani avesse raccontato correttamente i fatti, non saremmo più davanti alle “cornacchie nere”. Saremmo arrivati ai “generali” di Enrico Baj: medaglie e mostrine, chiacchiere e distintivo. Con tanto di ufficio censura e correttore di bozze in ex uniforme.
Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale







