SIGONELLA: NON FU ANTIAMERICANISMO, FU POLITICA ESTERA
Lettera aperta a Stefania Craxi e alle associazioni socialiste che si richiamano alla figura di Bettino Craxi
di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale
Sigonella dovrebbe tornare ad essere studiata non come un episodio da consegnare alla nostalgia della Prima Repubblica, né come il racconto di una ribellione italiana agli Stati Uniti, ma come una delle più alte lezioni di politica estera offerte dall’Italia repubblicana: Bettino Craxi dimostrò che si può essere saldamente collocati nell’Alleanza atlantica e, proprio per questo, comportarsi da alleati e non da subordinati. È una distinzione che oggi abbiamo urgente necessità di recuperare.
Per questa ragione, come Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, propongo l’organizzazione al Castello Sforzini di Castellar Ponzano di un convegno dedicato alla crisi di Sigonella del 1985 e rivolgo alla senatrice Stefania Craxi, già Presidente della Commissione Affari esteri e Difesa del Senato, l’invito a co-organizzare l’iniziativa.
Il dibattito aperto in queste ore sulle linee di politica estera contenute nella base ideologica di Futuro Nazionale offre, al di là delle polemiche giornalistiche, un’occasione interessante. Nel documento vengono richiamate la geometria variabile dei rapporti internazionali praticata da Giulio Andreotti, la capacità di mediazione fra Russia e Stati Uniti di Silvio Berlusconi e le analisi e le iniziative di Bettino Craxi. Sono storie politiche molto differenti, che non possono essere artificialmente sovrapposte, ma nelle quali è possibile rintracciare un elemento comune: l’idea che l’Italia debba avere una politica estera, e non limitarsi a riceverne una.
La notte di Sigonella rappresenta probabilmente il punto nel quale questa concezione apparve nella sua forma più plastica. Craxi non mise in discussione l’appartenenza occidentale dell’Italia, né l’alleanza con gli Stati Uniti; difese però la sovranità italiana, la giurisdizione italiana e una precisa valutazione dell’interesse nazionale anche di fronte al più importante alleato dell’Italia. È esattamente questa la differenza fra alleanza e sudditanza. Un alleato che non è mai capace di dire no, quando ritiene che il proprio interesse nazionale lo richieda, cessa progressivamente di essere un alleato e diventa un satellite.
Questa lezione è perfettamente compatibile con un atlantismo adulto e costituisce anzi il solo atlantismo politicamente sostenibile nel mondo multipolare che abbiamo davanti. L’Italia deve rimanere saldamente ancorata all’Occidente, agli Stati Uniti e al sistema delle alleanze cui storicamente appartiene, ma deve contemporaneamente recuperare una propria capacità diplomatica nel Mediterraneo, nel Medio Oriente e nei rapporti con le altre potenze. Atlantismo e interesse nazionale non sono concetti alternativi: una politica estera seria deve saperli tenere insieme.
Per questo vorremmo trasformare una polemica giornalistica in un’occasione di studio e di proposta politica. Il Centro Studi Rinascimento Nazionale è disponibile a promuovere al Castello Sforzini una giornata dedicata a “Sigonella 1985: sovranità nazionale e alleanza atlantica”, riunendo storici, diplomatici, studiosi delle relazioni internazionali, protagonisti e testimoni di quella stagione, per domandarci non soltanto che cosa accadde quarantuno anni fa, ma soprattutto che cosa Sigonella possa insegnare all’Italia di oggi.
Mi farebbe particolarmente piacere che la senatrice Stefania Craxi accettasse di costruire questa iniziativa insieme a noi. Non si tratterebbe di organizzare una celebrazione agiografica di Bettino Craxi, ma di sottoporre quella scelta alla prova della storia e soprattutto del presente. Stefania Craxi possiede, insieme alla memoria personale, una competenza istituzionale particolarmente significativa quale ex Presidente della Commissione Affari esteri e Difesa del Senato. Per questo le rivolgo pubblicamente l’invito a co-organizzare il convegno.
L’invito è ovviamente aperto a tutte quelle associazioni socialiste che si richiamano alla figura di Bettino Craxi, dalle quali ci aspettiamo un contributo culturale e organizzativo, di idee e presenze.
Rinascimento Nazionale vuole recuperare senza complessi tutto ciò che di utile la storia politica italiana può ancora consegnare al futuro. Non ci interessano le vecchie appartenenze e non intendiamo ricostruire vecchie famiglie politiche. Ci interessano le idee che hanno ancora qualcosa da dire. Se una lezione viene da Craxi la studiamo come studiamo Miglio, Giannini, Fallaci o Pannunzio: senza chiedere preventivamente il certificato ideologico a nessuno.
Sigonella, in questo senso, contiene una lezione formidabile: l’Italia può essere occidentale senza essere subalterna, atlantica senza rinunciare alla propria sovranità, fedele alle proprie alleanze senza rinunciare al proprio interesse nazionale. Una grande nazione non sceglie fra l’essere alleata e l’essere sovrana. È sovrana proprio perché sa quale alleanza scegliere, perché sceglie di restarvi e perché, quando necessario, sa parlare ai propri alleati guardandoli negli occhi.
Su questo vale la pena di tornare a discutere. E il Castello Sforzini è pronto ad aprire le proprie porte.
Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale
Roma, 12 agosto 2026















