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IL DOVERE DELLA CHIAREZZA – La sfida di Futuro Nazionale tra valori e competenza

IL DOVERE DELLA CHIAREZZA

La sfida di Futuro Nazionale tra valori e competenza

 

I sondaggi parlano chiaro: Futuro Nazionale è oggi la vera forza emergente della destra italiana.

Una crescita così rapida, tuttavia, non deve essere motivo di facile entusiasmo, ma di profonda responsabilità. Quando un progetto politico decolla, si trova davanti a un bivio classico: farsi travolgere dal tatticismo e dall’opportunismo del momento o strutturarsi per diventare eventuale forza di governo credibile, solida e duratura?

Se vogliamo evitare i passi falsi del passato recente, fatti da altri partiti di destra, Futuro Nazionale deve strutturare la crescita attraverso sette pilastri fondamentali.

  1. Radicamento territoriale e struttura

Non si governa una Nazione solo attraverso gli schermi televisivi o i post sui social: il partito deve avviare la costruzione di una struttura territoriale appropriata, capillare, organizzata e, soprattutto, solida, poiché il consenso si trasforma in stabilità politica solo quando incontra comunità reali, circoli attivi ed è in costante dialogo con i territori.

  1. Una classe dirigente solida

Il successo attira inevitabilmente i reduci e i fuoriusciti dei partiti dell’attuale maggioranza (e non solo), in cerca di un facile posto al sole. E’ bene vigilare su questo, è un dovere categorico, affinché F.N. non diventi un taxi elettorale. Il movimento ha bisogno di creare una classe dirigente pronta, formata da persone preparate, competenti e distanti da ogni forma di estremismo macchiettistico, affinché i candidati alle prossime elezioni politiche siano credibili per merito e coerenza, non per il tempismo con cui sono saliti sul carro del vincitore.

  1. Un programma solido e realizzabile

L’Italia ha già visto gli effetti delle campagne elettorali basate sul populismo delle promesse facili. Non dobbiamo ripetere l’errore commesso da Giorgia Meloni nel 2022, quando, pur di vincere, promise mari e monti (si pensi alla celebre e mai avvenuta abolizione delle accise sui carburanti), per poi scontrarsi duramente con la realtà di governo. Si deve presentare agli italiani un programma solido, serio e, soprattutto, realizzabile.

La verità paga più delle illusioni!

  1. Devoluzione dei poteri europei

Sulla questione dell’Unione Europea, la linea attuale pare ancora troppo tiepida. Serve un cambio di passo. La proposta per scardinare l’attuale assetto burocratico di Bruxelles deve essere chiara: perché non proporre una formale devoluzione dei poteri e della sovranità che vada dall’asse europeo verso gli Stati nazionali? Si tratterebbe di una proposta fortemente innovativa, coraggiosa, perfettamente praticabile e negoziabile, poiché prevista dai trattati vigenti per restituire centralità all’Italia.

E perché non proporre una legge costituzionale ad hoc, affinché sia chiesto agli italiani, di confermare o meno l’adesione all’Unione Europea?

E’ pensabile (e auspicabile) un’Europa totalmente differente dall’attuale. Non basta dirlo, bisogna crederci e lottare, affinché diventi realtà!

  1. No agli estremismi fuori dal tempo

L’estremismo nostalgico o urlato non è un valore: è un limite! Rispondere alle complessità del XXI secolo con slogan ideologici del passato è un esercizio sterile che allontana le intelligenze e il consenso maggioritario.

La fermezza non ha bisogno di essere sguaiata.

  1. Sì al confronto

Una vera destra non teme il dibattito interno, anzi lo esige, dello stesso si nutre. In F.N. deve esserci spazio per il confronto reale, perché la discussione e il dissenso costruttivo sono alla base dell’intelligenza politica.

L’unanimismo di facciata produce solo cecità; il pluralismo interno produce soluzioni.

  1. Antropologia anziché ideologia

Il no al modello woke e alle derive del politicamente corretto deve essere netto. Contro la frammentazione identitaria della modernità liquida, si devono porre i valori non negoziabili. La persona umana deve tornare al centro della società, deve essere difesa nella sua integrità, nella sua dignità e nei suoi legami naturali.

Non s’impongono i valori allo stesso modo in cui i progressisti impongono il modello woke!

Con l’imposizione si ottengono effetti contrari. Con l’esempio si ottiene di più!

 

Giuseppe Prezzolini insegnava che in Italia non vi è una sola destra, ma che storicamente sono esistite ed esistono decine e decine di destre diverse.

In Futuro Nazionale questa pluralità deve essere una ricchezza: liberali e conservatori, cattolici e laici, anime sociali e anime libertarie possono e devono convivere sotto lo stesso tetto, portando sensibilità differenti, purché, di fronte agli elettori, si faccia sintesi.

Quella sintesi politica che si ottiene solo alla condizione di essere uniti sui pilastri identitari che ci definiscono: totale chiarezza sui VALORI antropologici e tradizionali, sulla centralità della SICUREZZA interna, su rigorose politiche ANTI-IMMIGRAZIONE a tutela dei confini e del lavoro italiano e su una netta postura che rimetta l’INTERESSE NAZIONALE davanti ai diktat dei burocrati dell’Unione Europea.

 

Si vince coniugando chiarezza e competenza!

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