Centro Studi Rinascimento Nazionale

Le Pillole del Centro Studi

“C’ERA CHI FISCHIETTAVA PER STRADA”

“C’ERA CHI FISCHIETTAVA PER STRADA”

di Francesco Marino

 

Il nostro Presidente Luca Sforzini mi ha chiesto di scrivere alcune riflessioni riguardo al nascente “Rinascimento Nazionale”.

Preferisco l’approccio pragmatico rispetto a quello ideologico e quindi commenterò dei fatti.

Gli analisti di Geopolitica, gli esperti di Economia e Finanza e le persone che disperatamente cercano di capire cosa stia succedendo sul pianeta Terra non hanno dubbi nell’affermare che stiamo precipitando in un baratro!

E Dan Jørgensen, Commissario Europeo per l’Energia e l’Edilizia Abitativa, a fronte di un salario da capogiro, da oltre un mese ci propone un elaborato piano strategico frutto di un approfondito studio, e insieme ai massimi esperti europei sull’argomento così ci esorta:

“In questa situazione di crisi globale i cittadini europei devono imparare a risparmiare carburante e beni primari!”

Caro Dan, dia il buon esempio, faccia il politico per passione e non per denaro, sarebbe già un bel risparmio! Io, nato quando ancora persino la farina era razionata, è dall’infanzia che ho imparato a risparmiare, senza dover aspettare il suo distillato di saggezza.

Ancor più ho dovuto risparmiare dal 1° gennaio 2002, data di introduzione dell’euro. Infatti, come era prevedibile, gli Italiani nel giro di un anno circa si ritrovarono i prezzi della Germania con gli stipendi degli Italiani: in un anno ciò che prima costava 1000 lire ora valeva non più 0,5 € ma 1 €, quindi i nostri salari si erano svalutati del 50%. Questo grazie a Romano Prodi allora Presidente del Consiglio e Carlo Azeglio Ciampi Ministro del Tesoro, i quali in una famosa notte del dicembre 1998 (riunione ECOFIN) svendettero la nostra moneta a 1936,27 lire per 1 €

Ma c’è di peggio: questi signori non presero neppure in considerazione il fatto che, con l’avvento di un governo sovranazionale, sulle spalle dei cittadini europei sarebbe gravato un ulteriore pesantissimo fardello infatti, e mi riferisco agli Italiani, avrebbero dovuto mantenere, oltre ai Consigli di Circoscrizione, i Comuni, le Province (ridicolo tentativo di eliminarle, ricordate?), le Regioni, lo Stato e ora anche i burocrati di Bruxelles con i loro stipendi d’oro, i loro privilegi, le loro trasferte e gli immobili relativi alle sedi di Bruxelles e Strasburgo.

Considero la UE una iattura biblica: ne cito una: terrorizzano i loro sudditi per poi spendere  migliaia di miliardi che ricadranno su di noi. Fu fatto col Covid 19, e tuttora avviene con la  “ green economy”, e le  spese militari il meccanismo è il seguente:

-morirete tutti di Covid 19  ® vaccini: 71 miliardi di € per acquistare 4,6 miliardi di dosi delle quali almeno 215 milioni inutilizzate, per uno spreco di 4,5 miliardi di € a carico dei contribuenti, costo per lo smaltimento  non comunicato! Oltre 2 milioni di morti, il sangue coagulava e formava trombi nei vasi sanguigni di questi poveri disgraziati che venivano curati con l’ossigeno! Una vergogna, un’onta indelebile che dovrebbe esser riportata su tutti i testi di medicina, e invece non è stata neppure riportata dai giornali! UE infame e bugiarda che predichi al Mondo trasparenza!

-Morirete tutti di caldo, di fame, di sete o annegati ®CO2 prodotta dai combustibili fossili usati dall’uomo ® basta fossili, solo più energia elettrica ®”green economy”: costi stimati 40 mila miliardi di € entro il 2050, mille miliardi all’anno! Migliaia di ricercatori (fra i quali il sottoscritto) e premi Nobel messi a tacere, condannati all’ostracismo, screditati e trattati da dissidenti ignoranti e cretini. Mi basterebbero da 10 a 60 minuti di tempo per dimostrarvi  che la CO2 contribuisce al riscaldamento globale per al massimo il 6%.Questa della CO2 è una infame menzogna architetta a tavolino, un’onta per gli scienziati e i giornalisti allineati alle lobby che decidono le sorti del pianeta. Quando sento dire dalle più alte cariche dello Stato: “La Scienza dice che…..”, e mi riferisco sia al Covid 19 che alla CO2, vengo assalito da istinti…. La Scienza è muta, e non è totalmente d’accordo su quasi nulla. La frase rispettosa per noi sudditi, trattati da minus habentes, dovrebbe essere: “Alcuni scienziati dicono che….altri non sono d’accordo!”

E… dulcis in fundo:

-La Russia  è pronta a bombardarci con missili nucleari e poi invaderci ® Rearm Europe! Costo stimato 800 miliardi di € in 4 anni! Nei fatti è stata la Nato a “invadere” la Russia tradendo la promessa fatta dal Presidente G Bush nel 1990, tramite il suo Segretario di Stato, che promise a M Gorbaciov… “not one inch eastward”.

Ex cara Europa mi hai fatto perdere il buon umore…Ma quale “Inno Alla Gioia”, il Requiem o la Marcia Funebre avresti dovuto scegliere quale inno!

 

Sociologi, Antropologi, Giornalisti e Influencer da alcuni anni non resistono alla tentazione di proporre teorie e rimedi su un tema tanto attuale quanto toccante: l’inverno demografico. Da Alchimista e quindi studioso della Natura sottopongo al giudizio degli eventuali lettori una mia teoria che implicitamente propone un rimedio.

La maggior parte delle specie animali, dalle più evolute alle meno, possiede un meccanismo interiore di controllo delle nascite: tanto spazio, abbondanza cibo, pochi pericoli in particolare predatori, in sintesi poco stress ® poco cortisolo ® tasso di riproduzione elevato (il cortisolo è l’ormone che viene prodotto nei mammiferi in condizione di stress e/o pericolo). Questa relazione è dimostrata anche in senso inverso!

Sarebbe veramente singolare se la specie umana non rispettasse questa regola. Qualcuno, forse i Sociologi, sicuramente gli Influencer avrebbero da obiettare tirando in ballo educazione, religioni, civiltà, aspetti sociali e altro. Giusto penso io, ma la specie umana sta calpestando la Terra da circa 400 mila anni, gli aspetti sociali mediamente strutturati affliggono la specie umana, per ben che vada, da 10 mila anni!

I figli si fanno quando c’è spazio, cibo buono e abbondante, assenza di predatori, quando  si è felici, quando serenità e concordia albergano nei nostri cuori!

I figli non si fanno quando l’odore aspro della decadenza allunga la sua malvagia ombra su di noi!

Non bastano gli incentivi anzi il rimedio potrebbe esser ben peggiore del male: i figli si fanno per amore perché per allevar figli ci vuol pazienza e saggezza, nulla di peggio che far figli metà per amore e metà per incentivi; gli infanticidi aumenterebbero, e non sarebbe un fenomeno così raro nella storia dell’uomo.

La civiltà europea, o meglio, le civiltà europee, attraversano, a mio parere, una fase di profonda decadenza. Son tentato di scrivere: “ …vedasi caduta dell’Impero Romano d’Occidente per la comunanza di molti sintomi, per esempio corruzione e rilassatezza dei costumi…” ma non mi sento preparato per affrontare un simile argomento visto che neppure gli Storici hanno espresso teorie definitive in proposito.  Qualcuno, tipo La Commissione Europea potrebbe aver dei dubbi sul fatto che siamo in piena decadenza e quindi provo a dimostrarlo con un elenco di fenomeni che stanno imperversando su di noi:

-Corruzione, costo stimato per l’Europa 900 miliardi/anno. Per l’Italia 235 miliardi, il 13% del PIL.

-Assenza di senso civico, maleducazione, atteggiamenti rissosi, distruzione degli arredi urbani.

-Mancanza di rispetto, atteggiamenti violenti verso l’Autorità (Pubblici Ufficiali), insegnanti, personale ospedaliero, forze dell’ordine.

-Buonismo dilagante, mancanza di rigore, uso martellante del termine “inclusivo”.

-Svalutazione dei titoli di studio, la laurea triennale equivale, forse, al diploma di un istituto tecnico di un tempo. Se negli ultimi anni della mia professione avessi mantenuto gli standard di insegnamento e di valutazione di un tempo, sarebbe stata la “strage dei non innocenti” a causa dell’ impreparazione con cui si affronta l’università che, per definizione, non può esser inclusiva! La costosissima conseguenza è che i nostri/e ragazzi/e dopo la laurea magistrale devono sostenere 3 anni dottorato! Il sistema scolastico italiano, dalle elementari all’università, un tempo era fra i migliori del mondo. La UE ci ha poi imposto il suo modello e gli US anche, una tragedia, è stato come assistere alla distruzione di un tempio ellenico a mazzate!

-I nostri bambini a scuola, ormai, necessitano, certo non tutti, di insegnanti di sostegno, di psicologi, e ora viene anche consigliato di portare il cane a scuola…aiuta l’apprendimento e abbassa lo stress (vedasi “cortisolo”)!

-I femminili forzati quali ingegnera, ministra, onorevola, ecc non sono simbolo di rispetto verso il gentil sesso ma di  suscettibilità fuori misura. Lo dimostro per assurdo: immaginate un pianista, un alpinista, un paracadutista, maschio che voglia esser chiamato pianisto, alpinisto, paracadutisto e che sfili per la città per affermare questo suo diritto…!

-L’esistenza degli influencer, i follower e le stupidaggini che infestano i social !

-La presenza di una fascia di popolazione compresa nell’intervallo di età 20-35 anni che né studia né lavora e né cerca lavoro (NEET per la UE). L’esperienza del Covid, i bonus fiscali, il reddito di cittadinanza frutto della politica assistenzialistica e demagogica dei 5 Stelle ha insegnato ad alcuni italiani che si può vivere senza lavorare o con lavoretti saltuari in nero. Questi, a mio parere, sono dei parassiti sociali. Uno Stato che non vuol distinguere fra parassiti sociali e persone realmente bisognose compie un’ingiustizia maggiore del non aiutare le persone realmente bisognose.

-Sono nauseato quindi mi fermo qui!

 

Natalità e decadenza vanno trattati all’unisono perché, come la Storia dimostra, non è la povertà a limitare la procreazione: il significato del termine proletario, nei limiti della sua collocazione storica, ne è una dimostrazione.

Appena finita la guerra la gente soffriva la fame, si vestiva di stracci e d’inverno soffriva il freddo ma per strada sorrideva, e fischiettava, le aiuole della mia Torino erano seminate a pomodori e piselli, ma facevano figli! Sul tram gli uomini si toglievano il cappello  e lasciavano il posto a sedere alle signore, gli italiani avevano voglia di lavorare. Chi faceva il 1° turno alla Fiat si alzava alle 4:30 e andava al lavoro spesso in bici o col tram, con il “baracchino” contenente il pasto di mezzogiorno, estate e inverno. I tramvieri che iniziavano il loro servizio partendo da ogni capolinea intorno alle 5 del mattino in che modo raggiungevano il deposito dei tram se i mezzi pubblici non circolavano ancora? Per chi non possedeva bici o motorini, le auto erano rarissime e ancor più raro possedute dai tranvieri, c’era un servizio ad hoc costituito da tradotte che raccattavano per tutta la città i tranvieri che entravano per primi in servizio. A condurre queste tradotte c’erano degli intrepidi tramvieri che si alzavano alle 2 di notte per garantire, con qualsiasi condizione atmosferica, il servizio recandosi quindi ai depositi con mezzi propri, spesso a piedi. Eppure, proprio in questa situazione il tasso di fecondità medio fu di 2,3 figli per donna, poco meno del massimo raggiunto negli anni 60. Si pativa la fame, in molti si alzavano fra le 2 e le 5 del mattino, i letti erano gelati, i gabinetti fuori sui balconi eppure gli italiani avevano voglia di far l’amore! Al giorno d’oggi neanche la Jacuzzi basta a stimolar i sensi e di figli non se ne parla; persino gli immigrati, che a casa loro son prolifici, quando arrivano in Europa modificano i loro comportamenti. Allora c’era la speranza concreta e tangibile di un futuro migliore, con simili sacrifici traslati al giorno d’oggi la natalità andrebbe a zero, non solo, crollerebbero persino i desideri sessuali. Il tasso medio di natalità in Europa oscilla fra 1,35 e 1,55 per donna, gli europei sono stressati e lo stress fa salire il cortisolo e col cortisolo alto la probabilità riproduttiva crolla, non son io a dirlo, è una questione di Biochimica! Ricordo un vecchio proverbio popolare, forse napoletano; per decenza ne riporto solo le parole finali: “…non vuole pensieri”.

 

Troppo spesso, quando si parla di immigrazione, giornalisti e purtroppo non solo…,così commentano: “Non dobbiamo dimenticare che anche noi Italiani siamo stati un popolo di emigranti…” Vorrei poter risponder loro: “ Calma…non facciamo paragoni inconsistenti!”

Innanzi tutto, di norma, gli italiani non erano immigrati clandestini, sbarcavano o entravano attraverso frontiere controllate, con documenti in regola e in Paesi a bassa densità di popolazione e questo è di straordinaria importanza, infatti l’elevata densità di popolazione aumenta l’aggressività e diminuisce la qualità della vita dei residenti . Mi riferisco in particolare all’immigrazione italiana negli Stati Uniti, argomento che conosco bene.

Gli immigrati italiani arrivavano su transatlantici, in accordo a protocolli e procedure stabilite fra i due Paesi, dovevano possedere del denaro o oggetti di valore per coprire le spese di un eventuale rimpatrio. Sbarcavano a Ellis Island (New York) con immediato controllo dei documenti, quindi radunati in baracche di legno, denudati e ispezionati per accertare la presenza di pidocchi e altri parassiti, poi lavati con modi bruschi e trattati con antiparassitari al pari dei loro indumenti e finalmente veniva loro assegnato un posto letto sempre in queste baracche di legno. Venivano visitati da medici che ne accertavano lo stato di salute e in base a questo potevano esser rimpatriati o curati nel caso di semplici patologie. Vi erano poi i colloqui, o meglio gli interrogatori, volti a inquadrare il personaggio e le sue capacità lavorative. Il tutto poteva durare molte settimane durante le quali l’immigrato era fortemente sollecitato sia sotto il profilo psichico che della sua adattabilità; al primo cenno di insubordinazione, atteggiamenti violenti anche verso i compagni si procedeva all’espulsione, cioè reimbarcati verso il luogo di provenienza, manco a dirlo non esisteva la procedura del ricorso. Ecco perché considero il paragone iniziale indecoroso, irrispettoso e inconsistente. Gli italiani erano considerati dei lavoratori abili e ingegnosi, mi preme ricordare che le più belle case in legno di New York e di Toronto furono costruite da manodopera friulana. Non dimentico certo che abbiamo anche esportato Al Capone e per questo, da italiano, ne ho vergogna!

 

Ho letto con piacere il lavoro del prof Bernardini e mi sento in sintonia con molte delle sue osservazioni, in particolare quando afferma che il sentimento nazionale sarebbe rafforzato dalla trasformazione dell’Italia in una federazione. Pensavo che, purtroppo, questa idea fosse morta e sepolta, ora mi sento meno solo…!

Ho anche visto nel testo, quasi affiancati, il nome del generale Vannacci a quello di Berlusconi. Personalmente considero questo paragone azzardato.

Il generale Vannacci, sia per i suoi trascorsi che per come finora ha lavorato, ha la mia stima come persona e come leader politico, e riterrei un privilegio poterlo seguire in questa sua impresa!

In conclusione – C’è una frase che da sola ha in sé la forza per scacciar via rassegnazione, sventura, tristezza, rilassatezza dei costumi, noia e rinuncia, parole chiave di uno spirito decadente; la disse Ulisse, guerriero illuminato, ai suoi marinai in vista delle Colonne d’Ercole: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.

Ecco, queste due ultime parole “virtute e conoscenza” racchiudono la magia del Rinascimento Italiano, potremmo provare a farle nostre!

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Gli Autori del Centro Studi Rinascimento Nazionale